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Viadotto di Seiano — Lettera al Corriere del Mezzogiorno (29 aprile)

di Aldo Starace

Caro diret­tore, ho letto con inte­resse l’articolo di Ser­gio Lam­biase sulla costiera sor­ren­tina e vor­rei dire la mia sul discusso via­dotto che taglia in due il val­lone di Seiano, nel Comune di Vico Equense. Un’opera ad ele­vato impatto ambien­tale. Chi la difende, sostiene che quella strada nasca a ser­vi­zio di Punta Gra­delle. Ebbene, aggiungo io, è dun­que inu­tile dal momento che gli scavi della gal­le­ria sono pra­ti­ca­mente finiti e che, ad impianto a regime, i fan­ghi saranno tal­mente ridotti da non giu­sti­fi­care un’opera di simile impatto.  Qua­lora la strada fosse ordi­na­ria, come si com­piace di affer­mare il sin­daco uscente Gen­naro Cin­que, sarebbe tec­ni­ca­mente inu­ti­liz­za­bile e, peral­tro, dovrebbe essere appro­vata con gli stru­menti ordi­nari. Da qui ne con­se­gue l’inservibilità di tale costru­zione che per­tanto, a mio parere va eli­mi­nata. E’ la solita sto­ria all’italiana per masche­rare una nuova strada, che ha un impatto ambien­tale scon­vol­gente ed in con­tra­sto con il PUT. Regione Cam­pa­nia, Com­mis­sa­riato Straor­di­na­rio per le Boni­fi­che, Comune di Vico Equense e la stessa Soprin­ten­denza, in una sorta di pac­tum sce­le­ris, sono ricorsi al trucco della strada a ser­vi­zio del can­tiere per avere una scor­cia­toia nelle pro­ce­dure, anche di espro­prio. Eppure il via­dotto non potrà mai essere col­lau­dato per la via­bi­lità ordi­na­ria, nean­che a senso unico, dal momento che la lar­ghezza di pro­getto è di soli 2,50 metri e non è con­forme alle dispo­si­zioni del decreto mini­ste­riale 5/11/2001 per le strade locali, la cui lar­ghezza utile minima è pari 5,5 metri. La pen­denza lon­gi­tu­di­nale media teo­rica risul­te­rebbe pari all’11 per­cento, supe­riore al limite di legge che è del 10 per­cento. Inol­tre non vi sono né piaz­zole di sicu­rezza, né mar­cia­piedi. Per­ples­sità esi­stono anche per l’esclusivo uso pri­vato per il tra­sporto con mezzi pesanti dei fan­ghi del depu­ra­tore sia per la lar­ghezza della car­reg­giata, sia per la pen­denza lon­gi­tu­di­nale, sia, infine, per i raggi di cur­va­tura. E ciò a pre­scin­dere dal fatto che si ritiene che il pas­sag­gio dei mezzi di tra­sporto dei fan­ghi sia limi­tato a pochi pas­saggi men­sili. A que­sto punto la palla non può che pas­sare alla Corte dei Conti per accer­tare le even­tuale respon­sa­bi­lità con­ta­bili per lo sper­pero del denaro pubblico.

Aldo Sta­race

Avvo­cato ammi­ni­stra­ti­vi­sta, can­di­dato sin­daco a Vico Equense

Viadotto di Seiano — Lettera al Corriere del Mezzogiorno (29 aprile) - Pd Vico Equense
01/05/2011