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Veltroni: Nicolais è un campione come Lavezzi

Walter Veltroni arriva a Sant’Anti­mo dopo una rilassante riunione sorrentina.
 E non è la stessa cosa. Piazzetta Cavour, di cui i santantimesi non conoscono l’esistenza (almeno a chiedere informazio­ni), quando arriva è quasi vuota. 
Solo alla fine del di­scorso si anima un po’ di più. A leggere il manifesto del locale circolo del Partito democratico, il centrosinistra qui naviga a vista. Complicato emergere. Sant’Antimo, Grumo Nevano, Casandrino, il collegio delle Provincia­li dove è candidata la deputata Luisa Bossa, viene de­scritta come un’area «dove la contiguità tra camorra, politica e malaffare è latente e sotterranea, ma percepi­ta con nettezza e distinzione». La battaglia in questa terra si gioca tutta sul tema del­la legalità. Non c’è altro argomento per il centrosinistra nella Sant’Antimo di Luigi Cesaro, avversario diretto e temuto di Luigi Nicolais. Veltroni si mette in pari con chi lo ha preceduto ed evoca piazza del Plebiscito, il 9 aprile scorso e i cartelli con i nomi dei clan camorristici campani. Ripete quello slogan, simbolo e significato della campagna elettorale per le politiche. «Ai camorri­sti dico — così l’ex segretario nazionale del Pd — di non votare per noi, perché noi vogliamo annientarli. Il Pd è nato per stare dalla parte della legalità e dell’one­stà. Va reciso il rapporto tra politica e malaffare. Che è un cappio al collo per il futuro del Mezzogior­no ».

Un morso di case tra Caserta e Napoli, sull’an­tica via Atellana, nel cuo­re della terra di Pulcinel­la. Questa è Sant’Anti­mo. Diego Belliazzi, con­sigliere uscente (non ri­candidato), lancia alcu­ni interrogativi: «Perché a Sant’Antimo il consi­glio comunale è stato sciolto? — dice Belliazzi dal piccolo palco — Co­sa sta scritto nella relazione dell’Antimafia? Perché una casa di cura privata ha impedito l’apertura di un ambu­latorio pubblico? Perché una scuola pubblica è in un immobile della famiglia Cesaro?». E Luisa Bossa: «Cosa ha fatto Cesaro per Sant’Antimo in questi 20 anni? Ci renda conto del degrado di questa terra, dove tutto è un affare di famiglia». Nicolais è chiaro, ma sempre pa­cato: «Questi territori devono riscattarsi. Noi non pro­mettiamo niente, ma il centrodestra sbaglia se pensa che perderemo. Saremo in Provincia, ancora al gover­no ». L’ex segretario nazionale del Pd prende la parola per sponsorizzare l’ex ministro: «Gino è competente, capace, uomo di grande rettitudine e passione civile. Un confronto tra i due (cioé tra Nicolais e Cesaro, ndr) è impari. È come paragonare Lavezzi (ma a Sorrento ha detto Totti) ad un ragazzino che gioca in cortile».

E rivolto alla piazza: «Votate gente onesta, ce n’è sicu­ramente di più dalla nostra parte». Come, dice Veltroni, Rosaria Capacchione, candidata per le Europee: «A me è stato addirittura impedito di organizzare un incontro in memoria di Giovanni Falcone a Casal di Principe». Ancora una volta evita la città Veltroni. Sant’Antimo è lontano da Napoli 20 chilometri, quel tanto che basta forse a far dimenticare all’ex segretario nazionale del Partito democratico che l’ultima volta, durante l’assem­blea regionale del Pd campano, non è andata granché. Contestato dai suoi per non aver criticato apertamente Bassolino e Iervolino durante la campagna elettorale per le politiche del 2008. Pochi mesi ed è tutto ribalta­to: Veltroni non guida più il Pd e i contestatori di allora, Tony Vosa in testa, ora sono candidati con Nicolais.

Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno