E non è la stessa cosa. Piazzetta Cavour, di cui i santantimesi non conoscono l’esistenza (almeno a chiedere informazioni), quando arriva è quasi vuota. Solo alla fine del discorso si anima un po’ di più. A leggere il manifesto del locale circolo del Partito democratico, il centrosinistra qui naviga a vista. Complicato emergere. Sant’Antimo, Grumo Nevano, Casandrino, il collegio delle Provinciali dove è candidata la deputata Luisa Bossa, viene descritta come un’area «dove la contiguità tra camorra, politica e malaffare è latente e sotterranea, ma percepita con nettezza e distinzione». La battaglia in questa terra si gioca tutta sul tema della legalità. Non c’è altro argomento per il centrosinistra nella Sant’Antimo di Luigi Cesaro, avversario diretto e temuto di Luigi Nicolais. Veltroni si mette in pari con chi lo ha preceduto ed evoca piazza del Plebiscito, il 9 aprile scorso e i cartelli con i nomi dei clan camorristici campani. Ripete quello slogan, simbolo e significato della campagna elettorale per le politiche. «Ai camorristi dico — così l’ex segretario nazionale del Pd — di non votare per noi, perché noi vogliamo annientarli. Il Pd è nato per stare dalla parte della legalità e dell’onestà. Va reciso il rapporto tra politica e malaffare. Che è un cappio al collo per il futuro del Mezzogiorno ».
Un morso di case tra Caserta e Napoli, sull’antica via Atellana, nel cuore della terra di Pulcinella. Questa è Sant’Antimo. Diego Belliazzi, consigliere uscente (non ricandidato), lancia alcuni interrogativi: «Perché a Sant’Antimo il consiglio comunale è stato sciolto? — dice Belliazzi dal piccolo palco — Cosa sta scritto nella relazione dell’Antimafia? Perché una casa di cura privata ha impedito l’apertura di un ambulatorio pubblico? Perché una scuola pubblica è in un immobile della famiglia Cesaro?». E Luisa Bossa: «Cosa ha fatto Cesaro per Sant’Antimo in questi 20 anni? Ci renda conto del degrado di questa terra, dove tutto è un affare di famiglia». Nicolais è chiaro, ma sempre pacato: «Questi territori devono riscattarsi. Noi non promettiamo niente, ma il centrodestra sbaglia se pensa che perderemo. Saremo in Provincia, ancora al governo ». L’ex segretario nazionale del Pd prende la parola per sponsorizzare l’ex ministro: «Gino è competente, capace, uomo di grande rettitudine e passione civile. Un confronto tra i due (cioé tra Nicolais e Cesaro, ndr) è impari. È come paragonare Lavezzi (ma a Sorrento ha detto Totti) ad un ragazzino che gioca in cortile».
E rivolto alla piazza: «Votate gente onesta, ce n’è sicuramente di più dalla nostra parte». Come, dice Veltroni, Rosaria Capacchione, candidata per le Europee: «A me è stato addirittura impedito di organizzare un incontro in memoria di Giovanni Falcone a Casal di Principe». Ancora una volta evita la città Veltroni. Sant’Antimo è lontano da Napoli 20 chilometri, quel tanto che basta forse a far dimenticare all’ex segretario nazionale del Partito democratico che l’ultima volta, durante l’assemblea regionale del Pd campano, non è andata granché. Contestato dai suoi per non aver criticato apertamente Bassolino e Iervolino durante la campagna elettorale per le politiche del 2008. Pochi mesi ed è tutto ribaltato: Veltroni non guida più il Pd e i contestatori di allora, Tony Vosa in testa, ora sono candidati con Nicolais.
Un morso di case tra Caserta e Napoli, sull’antica via Atellana, nel cuore della terra di Pulcinella. Questa è Sant’Antimo. Diego Belliazzi, consigliere uscente (non ricandidato), lancia alcuni interrogativi: «Perché a Sant’Antimo il consiglio comunale è stato sciolto? — dice Belliazzi dal piccolo palco — Cosa sta scritto nella relazione dell’Antimafia? Perché una casa di cura privata ha impedito l’apertura di un ambulatorio pubblico? Perché una scuola pubblica è in un immobile della famiglia Cesaro?». E Luisa Bossa: «Cosa ha fatto Cesaro per Sant’Antimo in questi 20 anni? Ci renda conto del degrado di questa terra, dove tutto è un affare di famiglia». Nicolais è chiaro, ma sempre pacato: «Questi territori devono riscattarsi. Noi non promettiamo niente, ma il centrodestra sbaglia se pensa che perderemo. Saremo in Provincia, ancora al governo ». L’ex segretario nazionale del Pd prende la parola per sponsorizzare l’ex ministro: «Gino è competente, capace, uomo di grande rettitudine e passione civile. Un confronto tra i due (cioé tra Nicolais e Cesaro, ndr) è impari. È come paragonare Lavezzi (ma a Sorrento ha detto Totti) ad un ragazzino che gioca in cortile».
E rivolto alla piazza: «Votate gente onesta, ce n’è sicuramente di più dalla nostra parte». Come, dice Veltroni, Rosaria Capacchione, candidata per le Europee: «A me è stato addirittura impedito di organizzare un incontro in memoria di Giovanni Falcone a Casal di Principe». Ancora una volta evita la città Veltroni. Sant’Antimo è lontano da Napoli 20 chilometri, quel tanto che basta forse a far dimenticare all’ex segretario nazionale del Partito democratico che l’ultima volta, durante l’assemblea regionale del Pd campano, non è andata granché. Contestato dai suoi per non aver criticato apertamente Bassolino e Iervolino durante la campagna elettorale per le politiche del 2008. Pochi mesi ed è tutto ribaltato: Veltroni non guida più il Pd e i contestatori di allora, Tony Vosa in testa, ora sono candidati con Nicolais.
Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno