«È una questione che non si pone». Così Gianfranco Fini risponde ai cronisti quando gli chiedono un commento sull'ipotesi avanzata da Berlusconi di arrivare a una riforma parlamentare mediante una proposta di legge popolare. «Una proposta di legge di iniziativa popolare non sostituisce il Parlamento. È una delle modalità previste dai Costituenti per l'avvio dell'iter legislativo. Chi può dare il via a una legge? I cittadini, i parlamentari o il governo, ma è sempre il Parlamento che decide», esemplifica Fini. Le parole del presidente della Camera arrivano a 24 ore di distanza dall'attacco di Berlusconi al Parlamento. «Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducente», aveva detto il premier davanti all'assemblea di Confindustria.
«Dobbiamo fare i conti con una legislazione da ammodernare perchè il premier non ha praticamente
nessun potere e dovremo arrivare ad un ddl di iniziativa popolare perchè non si può chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale». Il presidente del Consiglio «non ha nessun potere», secondo il premier, «perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al Parlamento e non al premier».
Poi l'affondo sulla giustizia: «La giustizia penale è una patologia nel nostro sistema. I giornali oggi dicono che non è possibile criticare i giudici, ma criticare i giudici è un diritto di ogni cittadino». A questo passaggio la platea ha applaudito. «È come se Mourinho fosse l'arbitro di una partita Milan-Inter».
«Metteremo tutto il nostro impegno nella riforma della giustizia penale e non ci fermeremo fino alla divisione delle carriere», ha annunciato il premier, attaccando "certa" magistratura e affermando la sua determinazione a fare la riforma della giustizia «nell'interesse dei cittadini italiani». «Io sono esacerbato e voglio dichiarare pubblicamente la mia indignazione. Io ne sono fuori - spiega - perchè abbiamo il lodo Alfano che sposta la prescrizione e poi ho le spalle larghe, più mi picchiano più mi rinforzano ma un cittadino normale con questa situazione paga un prezzo troppo alto».
«Rispetto» per i singoli magistrati e l'intera istituzione giudiziaria. È quello che chiede l'Associazione nazionale magistrati al presidente del Consiglio, dopo le ultime esternazioni sulle toghe. «La magistratura non vuole essere trascinata su un terreno di contrapposizione che non le appartiene» dice il presidente Luca Palamara, che avverte che «il clima di scontro fa male al Paese».
Fini era già intervenuto ieri per difendere il ruolo del Parlamento. «Quando riesce ad operare attraverso procedure "aperte" è e viene percepito dalla società come un interlocutore ineludibile, qualificato ed impegnato», replica il presidente della Camera, aprendo a Montecitorio i lavori di un seminario proprio sul Ruolo del Parlamento nella transizione verso il federalismo fiscale: «L'iter della legge sul federalismo fiscale smentisce la tesi dell'inevitabile tramonto del ruolo del Parlamento come legislatore, della sua presunta marginalizzazione nella definizione delle leggi».
«Ormai sembra chiaro che si crede Napoleone. Il problema è che non è un signore di passaggio, ma il presidente del Consiglio, quindi sarebbe prudente non ridere». Così il segretario del Pd, Dario Franceschini, commenta l'intervento di oggi del premier Silvio Berlusconi all'assemblea di Confindustria.
da "l'Unità"