Home » Rassegna stampa » Pd, i 75 ripartono da Orvieto. Letta: "Bene la lettera di Veltroni"

Pd, i 75 ripartono da Orvieto. Letta: "Bene la lettera di Veltroni"

Il 26 summit con Fioroni e i "movimentisti". Franceschini convoca Area Democratica e Marini chiama gli ex Ppi. Il vicesegretario apprezza la nuova presa di posizione di Veltroni. Bersani: "No a congresso ongi giorno"

ROMA - Manovre di assestamento nel Pd. Posizionamenti dopo l'uscita "movimentista" di Walter Veltroni. Con l'area popolare in subbuglio. Cercando una via d'uscita, ma con le tensioni pronte a esplodere. Anche per questo Enrico Letta, dopo aver criticato l'ex segretario, oggi ne apprezza la lettera a Repubblica 1. "La situazione rimane complicata ed essere ottimisti non è facile di questi tempi. Mi pare però che, dopo giorni caotici, la lettera rappresenti un segnale utile".

Un tentativo di calmare le acque a ridosso degli annunci di riunioni e convegni che segnano la settimana. A partire dal summit convocato per domani dagli ex popolari Franco Marini e Pierluigi Castagnetti. Proseguendo con la riunione di Area Democratica che Dario Franceschini ha fissato per mercoledì.

In serata, chiudendo la Festa del Lavoro a Taranto, anche  Pier Luigi Bersani, ha gettato acqua sul fuoco: "Le parole che ha pronunciato oggi Veltroni mi sembrano uno sforzo importante di chiarimento rispetto a una vicenda che ha provocato anche sconcerto nel nostro partito".  Il segretario ha quindi avvertito che "non si possono fare congressi tutti i giorni, non è opportuno portare la palla di qua quando è invece di là. Esistono le sedi proprie per il dibattito politico. Io credo quindi che la nostra situazione si chiarirà, dopo di che io, Veltroni, il partito tutto dobbiamo scendere in campo per esporre all'Italia la nostra idea di alternativa, per presentare agli italiani le nostre proposte su lavoro, fisco e rilancio dell'economia". E a questo proposito, in una successiva dichiarazione al Tg1, ha rilanciato la proposta di introdurre "un salario minimo garantito per legge per tutti coloro che non hanno un contratto nazionale di lavoro".

L'area degli ex popolari ribolle. "Decideremo domani se andare a entrambe le riunioni", fanno sapere Beppe Fioroni e gli ex popolari che con lui hanno firmato il documento insieme a Veltroni e Gentiloni. Non nascondendo un certo scetticismo. "Si tratta di una iniziativa nobile che merita rispetto, perché convocata dagli ultimi due segretari del Ppi - ragionano gli uomini vicini a Fioroni rispetto all'incontro di domani - Ma è anche vero che il Ppi è un partito che è stato chiuso anni fa per dare vita alla Margherita che a sua volta è confluita nel Pd. L'importante è che la riunione di domani non diventi una conta all'interno dell'area popolare".

Altro appuntamento in calendario quello del 26 settembre a Orvieto. Un'iniziativa che ha rafforzato i sospetti di chi vede l'annuncio della nascita di una"corrente" all'interno del Pd, cosa di giorni. Ma il deputato Gero Grassi, minimizza: "La maggior parte dei partecipanti sarà di area popolare, ma non è la riunione dei 75". Sarà, ma le parole di Grassi suonano come un nuovo affondo verso la segreteria:  "Non si può vivere scollegati dalla storia. Non si può restare alla finestra mentre fuori tutto cambia. Per questo motivo è importante dare il proprio contributo, anche a costo di apparire duri e poco allineati". Ma la Velina Rossa, il foglio di Pasquale Laurito vicino a Massimo D'Alema, taglia corto: "Sono una pattuglia eterogenea unita unicamente dalla contrapposizione al segretario del partito".

(20 settembre 2010) La Repubblica