«Qualunque sia il risultato delle urne, Gino resta un punto di riferimento fondamentale per il Pd». Ma questa provincia non avrà un futuro in caso di vittoria dell’altro candidato, che si nasconde dietro la faccia e il nome di Berlusconi». Per Bettini, «su queste elezioni amministrative ed europee si misura la tenuta del progetto del Pd». E dell’attuale leadership del partito. «Alla vocazione maggioritaria - tiene a precisare - non si può rinunciare. Quelle di Veltroni non erano solo visioni, sogni, ma un enorme fatto politico. Non diamo agli elettori la sensazione di rimpicciolire le ambizioni del Pd». Intanto, sotto il Vesuvio, resta da testare la risposta dell’elettorato alla ricorrente sollecitazione di discontinuità giunte da Roma. Si cambiano i vertici o lo schieramento? Nicolais, anche se i sondaggi danno per favorito l’avversario, Luigi Cesaro, appare fiducioso: «Ce lo aspettavamo, ma stiamo rimontando. E poi restano ancora due settimane: c’è un 23 per cento di indecisi che potrebbero ribaltare il risultato». Obiettivo: conquistare questa fetta di elettorato. Ieri pomeriggio, alla stazione marittima con Bettini, Nicolais ha giocato in casa: la platea era composta quasi esclusivamente da docenti universitari dei sette atenei campani. Voti certi. In serata, invece, ha incontrato a Villa Pagnini, a Portici, circa 200 persone del popolo degli indecisi. A organizzare la manifestazione stile «Obama» (domanda, risposta e dichiarazione di soddisfazione da parte del richiedente) ci ha pensato il professor Gennaro Biondi, presidente dell’Isve. «Vietato l’ingresso ai sostenitori dichiarati - dice -: il confronto è stato pensato per convincere gli indecisi». Invitato al dibattito, oltre Nicolais, il sindaco di Portici Enzo Cuomo, in corsa per bissare il mandato. La settimana prossima, invece, incontro a Villa Pagnini sempre a Portici con il centrodestra: invitati Cesaro, Enzo Rivellini, Marcello Di Caterina. Ma cambierà il moderatore.
Scritto da Enrica Procaccini da il Mattino