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Lista Nicolais in rosa, undici le donne in Corsa

Sono undici su quaran­tacinque i volti rosa della società ci­vile
schierati da Luigi Nicolais, can­didato presidente del centrosinistra, nei collegi della Provincia di Napoli. 
Donne con storie diverse, in qualche caso non completamente 'ingenue', cioè con qualche precedente espe­rienza politica alla spalle, tutte acco­munate da grinta e determinazione.
Qualcuna, come l’ex direttrice del­l’Osservatorio vesuviano Lucia Civet­ta, candidata a Portici, è già nota. Al­tre, finora meno esposte, vantano co­munque un curriculum ricco di im­pegni professionali e sociali. Giusep­pina Sarcina è un avvocato ammini­­strativista ed insegna alla scuola di specializzazione per i giovani avvo­cati. Per lei il passaggio in politica non rappresenta un salto nel buio. «Ma è maturato — spiega — attra­verso la conoscenza della macchina amministrativa e dei contrasti che si possono determinare tra una sana politica e una sana amministrazio­ne ». Se eletta, vuole pertanto contri­buire a riavviare il dialogo tra la clas­se politica e i dirigenti amministrati­vi, che «non sempre sono quella massa di sfaticati che si vorrebbe far credere». Sarcina è candidata nel col­legio Arenella-Avvocata. Ha detto di sì all’ex ministro perché «Gino nella vita professionale ha dimostrato di saper fare», ma non demonizza la po­litica come professione. «Anch’io, se dovessi entrare in Consiglio provin­ciale, considererei l’impegno istitu­zionale come un lavoro». L’avvocato si trova a proprio agio nell’area poli­tica del centrosinistra, ma non ha pregiudizi di sorta. «Se alle regionali — confida — la mia parte politica dovesse esprimere una candidatura non adeguata alle sfide che attendo­no la Campania e che non esprime una reale innovazione, potrei anche decidere di votare una personalità dello schieramento opposto, come Raffaele Calabrò, che stimo moltissi­mo dal punto personale e professio­nale ». Doppia esperienza professio­nale per la vicina di collegio (Vome­ro- Arenella), Maria Rosaria (Sasa) Fiengo: alle spalle, sedici anni di in­segnamento di filosofia alle superio­ri, attualmente dirigente scolastica dell’Istituto tecnico professionale Striano di Napoli, collabora da anni col gruppo di pedagogia napoleta­no. «In pratica — spiega con un piz­zico d’ironia — ho due curriculum: uno strettamente scolastico, un’al­tro legato al mondo universitario». Dieci anni fa fu eletta consigliere co­munale di Arzano nelle liste dei Ds. «Ma — precisa — non mi sono mai riconosciuta completamente nella dimensione del partito che conside­ro troppo riduttiva». Sottolinea l’im­portanza dell’impegno delle donne in politica «perché una nuance rosa che si aggiunge alle qualità della per­sona rappresenta comunque un va­lore aggiunto, ma non sono un’ol­tranzista. Del resto, opero in una scuola in cui ci sono solo tre donne su oltre quattrocento studenti».

Carola Flaùto ha già dimostrato la sua grinta durante l’assemblea regio­nale del Pd di un anno e mezzo fa, quando fu protagonista di un batti­becco con la veterana Maria Grazia Pagano. Insegnate di Lettere alle su­periori, scrittrice, impegnata da an­ni nella lotta all’esclusione, candida­ta nel collegio che comprende la sua Torre Annunziata e il quartiere coral­lino di Santa Maria La Bruna, è con­vinta che gli elettori «sapranno co­gliere la valenza di candidature che significano «rinnovamento, novità e discontinuità con la politica territo­riale ». E conclude con un invito alla sobrietà sulle spese elettorali. «Con i tempi che corrono...».
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