Donne con storie diverse, in qualche caso non completamente 'ingenue', cioè con qualche precedente esperienza politica alla spalle, tutte accomunate da grinta e determinazione.
Qualcuna, come l’ex direttrice dell’Osservatorio vesuviano Lucia Civetta, candidata a Portici, è già nota. Altre, finora meno esposte, vantano comunque un curriculum ricco di impegni professionali e sociali. Giuseppina Sarcina è un avvocato amministrativista ed insegna alla scuola di specializzazione per i giovani avvocati. Per lei il passaggio in politica non rappresenta un salto nel buio. «Ma è maturato — spiega — attraverso la conoscenza della macchina amministrativa e dei contrasti che si possono determinare tra una sana politica e una sana amministrazione ». Se eletta, vuole pertanto contribuire a riavviare il dialogo tra la classe politica e i dirigenti amministrativi, che «non sempre sono quella massa di sfaticati che si vorrebbe far credere». Sarcina è candidata nel collegio Arenella-Avvocata. Ha detto di sì all’ex ministro perché «Gino nella vita professionale ha dimostrato di saper fare», ma non demonizza la politica come professione. «Anch’io, se dovessi entrare in Consiglio provinciale, considererei l’impegno istituzionale come un lavoro». L’avvocato si trova a proprio agio nell’area politica del centrosinistra, ma non ha pregiudizi di sorta. «Se alle regionali — confida — la mia parte politica dovesse esprimere una candidatura non adeguata alle sfide che attendono la Campania e che non esprime una reale innovazione, potrei anche decidere di votare una personalità dello schieramento opposto, come Raffaele Calabrò, che stimo moltissimo dal punto personale e professionale ». Doppia esperienza professionale per la vicina di collegio (Vomero- Arenella), Maria Rosaria (Sasa) Fiengo: alle spalle, sedici anni di insegnamento di filosofia alle superiori, attualmente dirigente scolastica dell’Istituto tecnico professionale Striano di Napoli, collabora da anni col gruppo di pedagogia napoletano. «In pratica — spiega con un pizzico d’ironia — ho due curriculum: uno strettamente scolastico, un’altro legato al mondo universitario». Dieci anni fa fu eletta consigliere comunale di Arzano nelle liste dei Ds. «Ma — precisa — non mi sono mai riconosciuta completamente nella dimensione del partito che considero troppo riduttiva». Sottolinea l’importanza dell’impegno delle donne in politica «perché una nuance rosa che si aggiunge alle qualità della persona rappresenta comunque un valore aggiunto, ma non sono un’oltranzista. Del resto, opero in una scuola in cui ci sono solo tre donne su oltre quattrocento studenti».
Carola Flaùto ha già dimostrato la sua grinta durante l’assemblea regionale del Pd di un anno e mezzo fa, quando fu protagonista di un battibecco con la veterana Maria Grazia Pagano. Insegnate di Lettere alle superiori, scrittrice, impegnata da anni nella lotta all’esclusione, candidata nel collegio che comprende la sua Torre Annunziata e il quartiere corallino di Santa Maria La Bruna, è convinta che gli elettori «sapranno cogliere la valenza di candidature che significano «rinnovamento, novità e discontinuità con la politica territoriale ». E conclude con un invito alla sobrietà sulle spese elettorali. «Con i tempi che corrono...».
Carola Flaùto ha già dimostrato la sua grinta durante l’assemblea regionale del Pd di un anno e mezzo fa, quando fu protagonista di un battibecco con la veterana Maria Grazia Pagano. Insegnate di Lettere alle superiori, scrittrice, impegnata da anni nella lotta all’esclusione, candidata nel collegio che comprende la sua Torre Annunziata e il quartiere corallino di Santa Maria La Bruna, è convinta che gli elettori «sapranno cogliere la valenza di candidature che significano «rinnovamento, novità e discontinuità con la politica territoriale ». E conclude con un invito alla sobrietà sulle spese elettorali. «Con i tempi che corrono...».
