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La dott.ssa Arianna Verde interviene in Consiglio Comunale sulle antenne

Egregi Consiglieri, sindaco, assessori, cittadini

La installazione di antenne di telefonia mobile ed il conseguente innalzamento del livello delle radiazioni elettromagnetiche soprattutto nelle aree vicine ai ripetitori, costituisce un argomento oggetto di contenziosi tra le compagnie di telefonia mobile e i cittadini in molte zone d’Italia. Riassumiamo i principali aspetti del problema:

Le radiazioni elettromagnetiche prodotte dai ripetitori provocano un incremento delle radiazioni di fondo presenti naturalmente.  La legge quadro 36/01  prevede per le intensità dei campi:

          (1) un limite di esposizione;

          (2) un valore di attenzione;

          (3) un obiettivo di qualità.

Il limite di esposizione è il valore che non deve mai essere superato per le persone non professionalmente esposte (quindi il pubblico).

Il valore di attenzione si applica, in pratica, agli ambienti residenziali e lavorativi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortili esclusi i lastrici solari. Sono quindi escluse, ad esempio, strade e piazze, per le quali si applica il limite di esposizione. L'obbiettivo di qualità è un valore che dovrebbe essere raggiunto nel caso di nuove costruzioni. . Il valore di attenzione e l'obiettivo di qualità sono di 6 V/m.

Il livello di radiazioni elettromagnetiche prodotte, anche alle intensità inferiori al valore di attenzione e all’obiettivo di qualità può provocare danni  ai cittadini?

Rispetto a questa domanda il campo scientifico si divide: secondo alcuni non è dimostrata una correlazione statistica tra l’aumento di alcune malattie, tra le quali la leucemia infantile e malattie delle tiroide e le radiazioni. Secondo altri scienziati, una esposizione continua alle radiazioni è certamente da correlare ad un incremento delle malattie tumorali. Si pensi ad esempio il caso della radio Vaticana, in cui è stato stabilita nella sentenza di appello la correlazione tra la presenza delle antenne ed i tumori infantili, e, nel nostro Comune, l’allarme per numerosi casi di leucemia e tumori infantili all’intorno della Centrale elettrica di Arola. 

Nel nostro Comune, come in pochi casi in Italia, l’amministrazione, probabilmente per interessi economici, cioè per percepire affitti che sarebbero andati a privati, ha permesso l’installazione di antenne, sul torrino dell’edificio Comunale, edificio storico che è stato, prima che si presentasse la variante che limiterebbe l’impatto visivo, deturpato dalle antenne. Antenne quindi in pieno centro cittadino, mentre un’altra antenna andrà localizzata vicino al campo sportivo.

A giustificazione di questa installazione è stato posta una relazione di un Architetto, costituita da una esposizione bibliografica di un sistema detto Geo BIO, che non ha comportato nessuna misurazione del fondo esistente delle radiazioni elettromagnetiche è che costituisce semplicemente una giustificazione delle scelte già adottate. Secondo noi, 8000 euro spesi inutilmente. Inoltre, l’amministrazione ha totalmente ignorato l’esistenza di un precedente Regolamento adottato dalla Giunta Savarese, che dava una serie di indicazioni totalmente disattese nella scelta effettuata dall’amministrazione. Ancora, nella relazione dell’Architetto, pur nella sua sostanziale inutilità, si

prescriveva almeno la schermatura del lastrico dell’edificio, a salvaguardia dei lavoratori, schermatura non effettuata.

Contro l’installazione è stata presentata una diffida, BASATA SULLE RAGIONI SOPRA ESPOSTE,  ad approvare la variante che consente la rilocalizzazione, sempre sul torrino, delle antenne temporaneamente eliminate, per l’evidente danno estetico. A questa diffida,firmata dal Comitato art. 32 e dai partiti di opposizione,  il RUP e l’amministrazione non hanno risposto in alcun modo, ED IN QUESTA SEDE ANCORA UNA VOLTA CHIEDIAMO CHE SIA DATA UNA RISPOSTA, ANCHE PER RISPETTO NON SOLO DEI PARTITI FIRMATARI, MA SOPRATTUTTO DEL COMITATO DEI CITTADINI.

MA COME SI COMPORTANO I COMUNI RELATIVAMENTE ALLA COLLOCAZIONE DELLE ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE?

Nelle grandi città ovviamente il problema è di difficile soluzione. Invece, dove i Comuni hanno centri urbani piuttosto piccoli (basta vedere Pienza, Cividale, Bressanone, Benevento ed altre decine di Comuni) la procedura è la seguente:

a)         Viene realizzato un piano di zonizzazione sulla base delle caratteristiche delle diverse aree e spesso sulla misurazione del fondo di radiazioni esistenti. Non su “onde cosmiche” come per la relazione dell’architetto sopra citata;

b)         Sono in genere escluse le zone di centro storico, urbanizzazione satura e residenziale, preferendo l’installazione nelle aree esterne agli abitati o industriali e commerciali>;

c)         Lo scopo dei  Comuni non appare essere quello di lucrare sulla installazione, ma quello di salvaguardare la salute dei cittadini , INDIPENDENTEMENTE DAI VALORI DI LEGGE DELLE RADIAZIONI, BASANDOSI SUL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, CIOE’ SE NON SI E’ CERTI CHE

LE RADIAZIONI SIANO INOFFENSIVE, COMUNQUE SI CERCA DI RIDURRE L’ESPOSIZIONE DEI CITTADINI ALLE STESSE.

 

Il processo attuato dal Comune è invece apparso inverso:

a)         Prima si è deciso che si dovevano installare le antenne facendo ricavare denaro al Comune;

b)         Poi si è richiesta una giustificazione “tecnica” data da una fumosa relazione, che, guarda caso, riguarda solo i siti già scelti;

c)         Infine si sono installate le antenne in pieno centro urbano, nella posizione che espone massimamente i cittadini degli edifici intorno, senza peraltro completare il piano che prevede l’installazione anche negli altri siti delle antenne.

 

IN       QUESTA SEDE CHIEDIAMO AI SINGOLI CONSIGLIERI COMUNALI SE INVECE E’ IL CASO DI:

-CONSIDERARE PRIORITARIA LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, IN PARTICOLARE DEI BAMBINI PRESENTI NELL’AREA DEL CENTRO STORICO, SECONDO UN PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, IN PRESENZA DI FORTI DUBBI SULLa innocuità delle radiazione;

-REALIZZARE UN PIANO DI ZONIZZAZIONE , SVILUPPATO DA PARTE DI INGEGNERI SPECIALIZZATI NELLA MATERIA, CHE COMUNQUE ESCLUDA LE AREE INTENSAMENTE ABITATE E VICINE A SCUOLE, OSPEDALI, STRUTTURE SPORTIVE,  DALL’INSTALLAZIONE DI FONTI DI RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE. SE ANCHE UN SOLO BAMBINO NELL’ARCO DI DECENNI AVESSE DANNI anche mortali per tali installazioni,       questo sarebbe da solo motivo per desistere dall’installazione. Non si può barattare il rischio, anche eventuale, per la salute con il denaro.

-Per tali motivi  revocare le autorizzazioni per le installazioni sull’edificio comunale, scegliendo, in seguito al piano di zonizzazione, nel caso non possa essere rescisso il contratto, altre localizzazioni di proprietà comunale ubicate fuori dal centro abitato.
Arianna Verde
Gemma Trombetta
M. Laura Cilento
Ciro Starace
Tommaso de Gennaro

15/12/2011 commenti (0)