Senza il Cavaliere il marchio non tira, almeno non come potrebbe. Se non c’è, se non appare, è perché la vicenda familiare ha lasciato il segno, anche politicamente. Raccontano che ieri in Consiglio dei ministri sia rimasto sulle sue. Cordiale come al solito, ha organizzato anche un rinfresco per festeggiare la prima volta di Michela Brambilla a palazzo Chigi. Ma non ha riempito di barzellette la pre-riunione, nè Gianni Letta ha dovuto usare il campanello per fermarlo. Solo una battuta, ripetuta poi in conferenza stampa, sempre sul tema delle «veline» e delle «minorenni ». Ne fa uso da settimane per indurre l’opinione pubblica ad andare oltre, e anche per mettere ordine tra le macerie del suo personale terremoto d’immagine. Perché è vero - come spiega il sondaggista Nando Pagnoncelli che «gli italiani sono pragmatici », che «la vicenda ha inciso poco sulla valutazione del governo e sull’orientamento di voto», mentre «è nel giudizio sulla persona che Berlusconi risulta in calo ».
Ma è proprio questo il punto. Ignazio La Russa dice di essere andato a trovarlo «insieme a Sandro Bondi e Denis Verdini», gli altri due coordinatori del partito: «Gli stiamo mettendo pressione per farsi vedere. Lui però rimanda. D’altronde, ben prima che gli capitasse la faccenda, ci aveva avvisato delle sue intenzioni. Voleva impostare una campagna elettorale sobria». Non è mancato nè mancherà agli appuntamenti istituzionali, alle convention delle categorie produttive che sono volano di consensi. Ma sempre al chiuso, sempre in luoghi asettici, e da presidente del Consiglio non da leader che si fa toccare per strada, come ha sempre fatto da re taumaturgo, da moderna icona pop-politica. È il prezzo che il Pdl sta pagando per la bufera scoppiata dopo quella festa dove Noemi l’ha chiamato «papi». «È un prezzo che sta pagando il suo partito e lui personalmente», sostiene Francesco Cossiga: «Se non si mostra in pubblico è perché teme che gli gettino una signorina tra le braccia per menare altro scandalo». Di più, teme «la calunnia». Come ha confidato giorni fa ad un amico, «un conto è che mi diano del playboy, cosa che mi lusingherebbe, altra cosa è se mi dicessero una parola che non voglio nemmeno pronunciare». Cossiga è andato a trovarlo la scorsa settimana, l’ha visto «incupito e sofferente per l’atteggiamento della moglie». Non solo. Secondo l’ex capo dello Stato «sulla storia di Casoria, Berlusconi pensa di esser stato attirato in una trappola. E quando parla di 'congiura' non si riferisce ai giornali o alla sinistra, che semmai ci sono montanti sopra. No, lui pensa ad altro».
Non è dato sapere di cosa si tratti, è certo - lo riferisce Cossiga - che «durante la nostra conversazione ha avuto apprezzamenti per Massimo D’Alema»: «'Se ci fosse stato D’Alema a dirigere il Pd - così mi ha detto - non avrebbero sollevato un polverone. Come mi ripeti sempre, caro Francesco, resta il migliore di quelli lì'». Berlusconi non c’è, oggi è in Russia. Ad essere maggiormente preoccupati sono gli ex azzurri, impegnati nella sfida intestina con gli ex di An. Altro che liste bloccate: dalla lotta delle preferenze si stabiliranno i rapporti di forza interni, oltre gli eurodeputati per Strasburgo. «Il Pdl è nato ma è una fatica tenerlo insieme», ha commentato il premier la scorsa settimana, dopo l’ennesima riunione per l’ennesima vertenza. Perché sarà anche vero che il Cavaliere non si muove - «il presidente non ci ha fatto ancora avere la sua agenda», è il refrain quotidiano - però è concentrato sull’appuntamento di giugno. E fa previsioni: il Pdl «supererà il 40%, e ogni frazione in più sarà per me un successo», mentre il Pd «perderà moltissimi punti rispetto alle Politiche, ma non sarà una disfatta, arriverà al 26%», un risultato che - a suo dire - non farà crollare il progetto. È così che attende di tornare in campo, perché lo farà - non c’è alcun dubbio - a ridosso delle urne. E chissà, forse l’assenza, l’astinenza dal contatto con «il popolo», è l’ennesima trovata elettorale, un modo per suscitare curiosità, creare aspettativa. Il tentativo di ricostruirsi quel profilo che ha perso tre settimane fa.
Francesco Verderami
16 maggio 2009