Perder tempo a dividersi significa sprecare energie utili invece di risolvere i problemi che affliggono il paese e la nostra generazione: l'ormai cronica precarietà, l’università senza più un soldo, l’impossibilità di accedere ai mutui da parte dei giovani, l’endemica assenza di fondi al settore della ricerca scientifica. Siamo la prima generazione che invece di vivere meglio dei propri genitori, vivrà peggio. Senza sicurezze, senza speranza nel futuro e con meno diritti. Ecco, questi sono alcuni dei problemi di cui il Partito che vogliamo deve continuare a occuparsi. E adesso invece dovremmo scegliere se stare con Walter o con Dario. Ma che senso ha? Come chiedere ad un figlio «vuoi più bene a mamma o a papà?». Non avrebbe senso la risposta. Figuriamoci la domanda.
La dialettica interna è sacrosanta ma questa non deve incidere sulla solidità del partito stesso. E siamo rimasti stupiti dalla repentinità con la quale i nostri parlamentari hanno preso posizione, da una parte o dall’altra, senza indugi o incertezze. Per tutto questo, la serenità e la sensazione di sentirsi parte di un percorso, di un’idea di partito e d’Italia, rischia di sfumare. Invece, tra una lettera e l’altra, avete tralasciato un particolare: Noi. Che siamo molti di più di 75.
Lo avete ripetuto più volte che il compito di questa generazione politica è di cancellare il berlusconismo. Ce lo ha ricordato anche il nostro segretario Bersani, qualche giorno fa in aula, infiammandoci e facendoci sentire parte di un unico corpo. Non vogliamo addossare colpe a nessuno di voi due. Ma vogliamo farvi sentire tutto il peso delle responsabilità che portate nelle vostre scelte. Ci avete fatto immaginare una classe dirigente migliore della società che rappresenta. Ci avete fatto immaginare un futuro che non esiste ancora. Ma che ce ne facciamo di tutta questa immaginazione? Nel momento di maggiore spaccatura nel centrodestra il nostro partito ha il dovere di essere solido e credibile. Un articolo non cambia le sorti di un Paese o di un Partito. Ma vogliamo essere sicuri che voi possiate leggere e prendere coscienza del disagio che stiamo vivendo.
Giuseppe Ciraolo
Andrea Lezzi
Cristian Umbro
Giovanni Valli
da "l'Unità"