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Assemblea del 14 gennaio 2009

Documento di indirizzi del Circolo “Carlo Fermariello”in vista delle elezioni provinciali, approvato dall’assemblea degli iscritti.

 Premessa.

 

Le Elezioni Provinciali del 2009 giungono in un momento particolare della pur breve vita del Partito Democratico della Provincia di Napoli.

Rilevano, al riguardo, i noti fatti relativi alle inchieste giudiziarie che hanno interessato la giunta comunale di Napoli, le dimissioni del coordinatore Gino Nicolais, episodi inspiegabili ed immotivati come la vicenda delle registrazioni dei colloqui all’interno del PD, l’affievolirsi di spinte propulsive intorno al Governo della Regione Campania.

A questo si aggiunge la percezione di una eccessiva frammentazione finanche tra alcuni dirigenti Nazionali, che incide significativamente sullo svolgimento della funzione di opposizione critica e costruttiva che, alle ultime politiche, gli elettori avevano affidato al PD.

Il Partito Democratico di Vico Equense ritiene che le Elezioni Provinciali debbano essere un’occasione per  dimostrare agli elettori del Centro Sinistra che il disegno di rinnovamento della politica italiana per il quale è nato il Partito Democratico non si è affatto arenato e che, invece, tale processo può rinvigorirsi e consentire di rinsaldare la fiducia nei governi locali  di Centro Sinistra, che ormai da tanti anni governano Provincia e Regione.

Certamente il rinnovamento presenta dei rischi, con la scomparsa di una serie di relazioni che si sono consolidate nel tempo intorno ai personaggi della politica.

Ma mancare il rinnovamento, nella situazione attuale, significa regalare senza lotta il governo locale alla destra.

Non si può tacere il fatto che, di fronte alla palese inamovibilità di parte della classe dirigente locale, molti elettori del Centro Sinistra possano scegliere, come avvenuto in Abruzzo, la strada dell’astensione o del voto al Centro Destra e che forte sia la ricerca all’interno del Centro Sinistra di figure coerenti con il rinnovamento.

 

Modalità di scelta del candidato alla Provincia nel collegio

 

Si ricordano i principali passaggi relativi alla scelta dei candidati indicati nello Statuto del Partito Democratico:

Secondo l’Art. 18, la selezione delle candidature per le assemblee rappresentative avviene ad ogni livello con il metodo delle primarie ovvero, anche in relazione al sistema elettorale, con altre forme di ampia consultazione democratica.

A tutti è consentito di avanzare la propria candidatura.

In mancanza di un  dettagliato Regolamento Quadro, valgono i principi declinati all’Art. 19.

a) l’uguaglianza di tutti gli iscritti e di tutti gli elettori;

b) la democrazia paritaria tra donne e uomini;

c) il pluralismo politico nelle modalità riconosciute dallo Statuto;

d) l’ineleggibilità in caso di cumulo di diversi mandati elettivi;

e) la rappresentatività sociale, politica e territoriale dei candidati;

f) il principio del merito che assicuri la selezione di candidati competenti, anche in relazione ai

diversi ambiti dell’attività parlamentare e alle precedenti esperienze svolte;

g) la pubblicità della procedura di selezione.

In sostanza, la scelta del Candidato richiede meccanismi pubblici di selezione, quali  la presentazione dei diversi candidati alla platea delle elettrici e degli elettori. Essa deve avvenire attraverso lo strumento delle primarie o utilizzando  strumenti alternativi di consultazione democratica, come la presentazione in pubbliche assemblee, dibattiti pubblici, raccolta delle indicazioni della base elettorale effettuate attraverso i circoli territoriali.

 

Il Candidato che vogliamo

 

Il Candidato che vogliamo è una persona con una storia politica coerente con i principi ispiratori del Partito Democratico; rappresentativo della Società Civile e delle battaglie democratiche svolte nel passato non solo dai partiti, ma anche da movimenti ed associazioni; radicato sul territorio.

Preferibilmente, si deve presentare come un personaggio nuovo, innovatore della politica locale e capace di portare avanti il programma che presenterà agli elettori, dopo averlo con gli stessi costruito, ai fini della scelta della sua candidatura.

La sua autorevolezza dovrà derivare dallo spessore della personalità e dalle capacità e non dal solo dato di avere saputo creare consenso sulla sua persona.

Dovrà essere scelto, come sopra indicato, attraverso un processo di selezione che sarà definito  dalle sezioni locali del Partito Democratico nell’area e che dovrà essere reso noto ai fini della massima partecipazione.

Tale processo deve privilegiare il ricorso alle primarie.

In caso di motivata mancanza di primarie,  dovranno essere garantiti diffusi momenti pubblici nei quali i diversi candidati, anche in contraddittorio, potranno presentare i propri programmi elettorali e la propria personalità politica.

Dunque, in caso di assenza di Primarie, dovranno  prevedersi percorsi di legittimazione del candidato attraverso la base, al fine di monitorare l’espressione del consenso degli elettori e delle elettrici o quantomeno degli iscritti, e poterne recepire le indicazioni.

Non potranno comunque candidarsi persone che abbiano caratteristiche che contrastano con il Codice Etico del Partito Democratico.

 

Conclusioni

L’attuazione di un meccanismo democratico per la scelta del candidato, secondo quanto sopra descritto, costituisce il presupposto per la creazione del consenso nella difficile battaglia per le elezioni alla Provincia di Napoli.

15/01/2009 commenti (0)